
Tavolino a tre gambe
Non è mia intenzione invitarvi a una seduta spiritica né darvi suggerimenti di arredamento o proporvi un corso di falegnameria. Di solito parlo di occhiali, materiali e misure, forme e colori, di mie visioni sul design di questo prodotto amato da tanti, necessario ai più, odiato da alcuni.
Bene, allora cosa c’entra un tavolino a tre gambe?
Un occhiale è, un tavolino a tre gambe! Con le gambe di gomma.
Mi spiego meglio: immaginate di appoggiare un’elegante confezione di bottiglie di buon vino sul tavolino. Se la ponete al centro le gambe (di gomma) si fletteranno più o meno nello stesso modo e le bottiglie saranno salve, ma appena sposterete il peso lontano dal centro del tavolino, una gamba cederà più delle altre, il piano si inclinerà, la forza di gravità farà scivolare le bottiglie a terra e passerete un buon quarto d’ora a raccogliere vino e vetri rotti, oltre a pronunciare le vostre imprecazioni preferite.
Se pensiamo all’occhiale come al piano del tavolino e ai punti dove le sue gambe toccano il pavimento come ai tre punti di appoggio dell’occhiale (setto del naso e orecchie) diventa facile comprendere perché spesso gli occhiali scivolano sul naso: i pesi non sono ben distribuiti.
Che siano montature leggerissime o più corpose, il problema dell’equilibrio dei pesi conta moltissimo per il comfort di chi li porta.
Aste lunghe con terminali dalle dimensioni proporzionate al frontale, sono preferibili perché permettono di compensare il peso delle lenti e, seguendo la curva dietro le orecchie, consentono una stabilità migliore dell’occhiale.
Nelle montature tradizionali, soprattutto in acetato, spesso i terminali sono molto sottili, belli da vedere, dal design filante ed essenziale, ma troppo leggeri per controbilanciare frontali importanti soprattutto se il calibro è grande (lenti grandi = maggiore peso).
Il terzo punto d’appoggio è il setto del naso. Se per le montature in metallo diventa semplice adattare le placchette alla conformazione del naso del portatore, per le montature in materie plastiche non sempre tutta la superficie del naso dell’occhiale appoggia sul setto.
Oggi sono in vena di paragoni: perché gli elefanti non hanno zampe sottili come le gazzelle? Gli elefanti hanno zampe larghe e piatte per far sì che tutta la superficie appoggi sul terreno. Questo è il modo per scaricare un grande peso in più punti. Per gli occhiali vale lo stesso principio. Anche se l’occhiale è leggero, occorre che il peso sia distribuito sul setto del naso in modo uniforme e non su un punto solo. Non dimentichiamoci che la pelle è delicata e che le sue innervazioni sono sensibili specialmente sul viso.
E’ vero che la calzata perfetta non esiste a meno di non fare un occhiale su misura ad ogni cliente, ma lavorando sulla media si possono ottenere ottimi risultati. E’ compito di chi progetta e di chi produce considerare anche questo aspetto per realizzare un occhiale che sia confortevole e non uno strumento di tortura!
Queste problematiche, così frequenti nelle montature da vista o da sole tradizionali, sono ridotte al minimo negli occhiali sportivi.
Le aste, che non seguono la curva posteriore dell’orecchio, hanno un disegno diverso, più rettilineo. Sono più lunghe e raggiungono l’osso temporale. Grazie alla loro forma avvolgente e a materiali elastici e flessibili esercitano una pressione sufficiente ad evitare che l’occhiale si sposti in avanti sul naso. Le finiture superficiali gommose antiscivolo aiutano ulteriormente questa funzione. Sul naso sono i materiali morbidi che adattandosi alla forma del setto di ogni portatore, garantiscono un’adesione perfetta.
Nella progettazione degli occhiali sportivi i concetti di ergonomia e comfort sono essenziali. Per chi si lancia in deltaplano o affronta l’oceano per mirabolanti traversate o si aggrappa alla roccia su impressionanti strapiombi, sarebbe una tragedia perdere gli occhiali!
Il movimento, però, non è una prerogativa degli sportivi e anche gli occhiali tradizionali dovrebbero rispondere alle esigenze di vita quotidiana di tutti.
Non è forse paragonabile a chi pratica sport estremi una mamma che raccoglie da terra decine di volte al giorno il pupazzetto che il suo bambino si diverte a lanciare dal seggiolone o un muratore che sale e scende dai ponteggi oppure un vigile del fuoco che lotta per dominare un incendio?
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